PRIMAVERA
Ritengo che inventare e scrivere una ricetta richieda una certa fantasia, ma lo si riesce a fare solo se il palato non è piatto. Intendo dire che, per immaginarsi i sapori prima ancora di assaggiare, bisogna certamente rientrare nel club dei buongustai.
L’ho chiamato “Primavera” perché spesso, dopo un lungo inverno, si ha voglia di colori, odori e sapori nuovi.
La produzione maggiore è fatta con il pollo, ma c’è molta richiesta anche con il maiale, a seconda che il cliente preferisca un sapore più delicato, quello del pollo, oppure uno più intenso, quello del maiale.
La allargo quanto basta, do una spolverata leggera del mio sapore antico, aggiungo abbondante mortadella Bologna e adagio sulla fetta una frittata speciale.
Arrotolo il tutto, avvolgo con della buona pancetta che, leggermente abbrustolita, è una poesia di sapore. Lego tutto a mano, naturalmente: solo così l’arrosto calerà meno e si affetterà meglio.
Lo rosolo con olio, un trito finissimo di cipolla e aglio intero, rigirandolo su tutti i lati perché si fissi bene il sapore.
Preferisco la cottura in tegame e non al forno, perché riesco a “curare” meglio l’arrosto. Appena prima che il soffritto prenda vivacità, verso 1-2 bicchieri di brodo caldo e lascio andare dolcemente per un’ora e trenta.
Lascio intiepidire, taglio a fette e lo metto in forno per 5 minuti in una pirofila elegante, che dispongo poi sulla tavola. Ognuno si prende la sua fetta e, a piacimento, ci versa sopra il sughetto.
Un buon contorno di spinaci imburrati e mordiamo la vita!
Io lo faccio così, poi ognuno di noi può variare come meglio crede… insomma, fate un po’ come vi pare, tanto viene buono lo stesso.
Ma la Primavera non potrebbe esserci tutto l’anno?

