
Quindi se mi domandi cosa è la Modenese…è la milanese di vitello, ma di maiale.
La cotoletta – in dialetto milanese “cutuletà” – è roba dei milanesi, e guai a toccarla. A Modena invece si dice “cutlètà ma anche cutlatà” . Uso costolette ricavate dal lombo di maiale, ed è anche per questo che il prezzo è relativamente molto basso rispetto alla milanese classica, che è solo ed esclusivamente di vitello, con l’osso, impanata e fritta nel burro.
Chi ti propone una cotoletta alla milanese senza specificare che è di maiale è un incompetente, sia come commerciante che come ristoratore.
Io creo una cotoletta spaziale. Scelgo le prime tre costolette, perché per me sono perfette: non troppo magre, non troppo grasse. Ideali per un’impanatura impeccabile, per una tenerezza pazzesca e per quel sapore che ti conquista al primo morso.
La batto, la passo subito nell’uovo sbattuto, la impano quanto basta. Olè… ci siamo!
La cuocio in abbondante olio da friggere, e la faccio dorare bene da entrambi i lati. Dieci minuti per lato possono bastare.
In verità é più buona cuocerla in abbondante burro reso spumeggiante dal calore. Insomma falla come ti pare tanto è buona lo stesso.
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Se sei un vero carnivoro non avrai problemi a finirla tutta. Ma se, nonostante l’appetito, te ne avanza un pezzetto… tranquillo: un bel bicchiere di rosso corposo, giù in un fiato, e la sfida continua.
Buona davvero, ma davvero tanto.
Non ti devo convincere
Antica Macelleria Ghioldi….dove godere si può ancora


